Treviglio, neonata trovata con braccia rotte: “Vogliamo spiegazioni sull’accaduto”

Il presunto caso di malasanità viene denunciato da Umberto Dolci, presidente bergamasco di Federconsumatori. La piccola è nata a dicembre 2013 e lo scorso aprile il caso era stato segnalato all’Asl, poi all’assessore alla salute della Regione. Ma l’Asl risponde: Non esistono i presupposti per un’eventuale segnalazione all’autorità giudiziaria.

Bergamo, 6 giugno 2014 – Una bimba nata il 10 dicembre 2013 all’ospedale di Treviglio è stata trovata, tre giorni dopo il parto, con le braccia fratturate. Il presunto caso di malasanita’ viene denunciato da Umberto Dolci, presidente bergamasco di Federconsumatori. La bimba era poi stata trasferita a Brescia per essere curata.  Il 10 aprile di quest’anno il caso era stato segnalato all’Asl di competenza “a fronte di nessuna scusa e giustificazione presentata ai genitori”, spiega l’associazione di tutela dei consumatori. “Dalla direzione dell’Asl, nonostante il sollecito incontro svoltosi, non abbiamo avuto risposte sul come e sul perche’ dell’accaduto. Per questo motivo il 17 aprile, sempre con l’intento di non diffondere sfiducia nei confronti del sistema sanitario, abbiamo portato la questione a conoscenza dell’assessore alla Salute della Regione, auspicandone l’interessamento. Siamo a giugno e tutto tace”.

L’ASL – L’Asl di Bergamo precisa che il 10 aprile il presidente Dolci ha chiesto un incontro al direttore generale Azzi. Il giorno successivo – si legge nella nota – l’Asl ha provveduto a chiedere all’azienda ospedaliera di Treviglio copia della cartella clinica dalla quale emergevano fratture scomposte a entrambe le braccia della neonata a tre giorni dalla nascita. L’azienda sanitaria locale precisa che la situazione, per quanto possibile comprendere dalla documentazione, è stata ampiamente spiegata al presidente di Federconsumatori nell’incontro organizzato il 16 aprile ma che la verifica può essere solo documentale e dalla cartella clinica non emergono le cause dell’accaduto.

Inoltre trattandosi di evento accaduto quattro mesi prima e sul quale non emergono dagli atti ipotesi di reato non esistono i presupposti per una eventuale segnalazione all’autorità giudiziaria. L’Asl fa sapere che i legali della famiglia avevano già da tempo provveduto a scrivere all’azienda ospedaliera ottenendo risposte a cui sono seguite richieste di risarcimento danni. Risulta chiaro – conclude la nota dell’Asl – l’impegno dell’Asl nell’affrontare la vicenda segnalata da Federconsumatori.

 

ilgiorno

Fonte: Quotidiano.net

di Quotidiano.net

Venerd’ 6 giugno 2014

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