San Donà, muore due giorni dopo la colonscopia: malasanità?

la-nuova-venezia-mestreFonte: nuovavenezia.gelocal.it

Di: Giovanni Cagnassi

12 dicembre 2013

 

JESOLO. Medico indagato all’ospedale di San Donà, oggi l’autopsia sul corpo di un paziente che è deceduto due giorni dopo una colonscopia. Si tratta di un uomo di Jesolo che alcuni giorni fa era stato sottoposto a questo delicato esame che potrebbe aver perforato degli organi interni. Le lesioni subite a seguito dell’esame, se accertate dall’autopsia, potrebbero pertanto essere state la causa della sua morte. Il pubblico ministero, dottor Buccini, dopo la segnalazione dei parenti, ha disposto l’esame autoptico che sarà eseguito oggi nel primo pomeriggio dal medico legale incaricato, Antonello Cirnelli, che arriverà in giornata all’ospedale di San Donà per iniziare il lungo e delicatissimo esame degli organi che si ritiene possano essere stati perforati nel corso della colonscopia.

Il magistrato vuole accertare con estrema precisione le cause del decesso, dopo che i familiari hanno segnalato la tragica morte dell’uomo una volta conclusa la colonscopia. Il paziente, che accusava svariati disturbi che interessavano gli organi interni, era stato trasferito a quanto risulta all’ospedale di San Donà dal nosocomio di Jesolo, dove era ricoverato. Nell’ospedale sul litorale, in via Levantina, da tempo non si esegue più la colonscopia e, nei casi in cui si renda necessaria per approfondire il quadro clinico del paziente, viene organizzato il trasferimento in autolettiga al presidio ospedaliero di San Donà. Le sue condizioni sono andate peggiorando dopo che è stato sottoposto all’esame in questione, che potrebbe aver causato la perforazione di organi vitali e aver interessato in particolare il fegato.

Il paziente è morto due giorni dopo, gettando nel dolore e la disperazione la sua famiglia che si è affidata a un legale per tutelarsi. E il legale, come avviene di norma in questi casi, ha chiesto che siano effettuati tutti gli accertamenti necessari per chiarire le cause della morte che al momento non sono ancora state definite.

Massimo riserbo da parte del pubblico ministero sull’intera vicenda coperta dal segreto istruttorio. Anche la famiglia, molto riservata, non si è espressa in merito a questo tragica vicenda che coinvolge l’ospedale di San Donà alle prese con una lenta opera di riorganizzazione e miglioramento dei servizi ai pazienti, avviata con la precedente gestione dell’Asl 10 e proseguita dal nuovo direttore generale.